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Passione Big Game Fishing

Si può tranquillamente affermare che i pescatori adriatici sono stati i pionieri nelle varie tecniche del big game nostrano a tonni giganti e squali. Il "capostipite" è stato Adamo Benfenati, allorquando nel lontano 1971 catturò il primo tonno con attrezzature sportive al largo delle foci del Po. In quei tempi vigeva la legge del "fai da te", in pratica si assemblavano in casa canne, giubbetti e sedie da combattimento ed ogni allamata rappresentava l'inizio di una vera e propria avventura, I pescatori "no limits" di allora adottavano il sistema della traina lenta con uno sgombro o un cefalo morto pazientemente disossato e poi cucito con cura sul terminale. Verso(a fine degli anni ottanta prese piede una tecnica tanto semplice da realizzare per quanto efficace: il drifting, ossia la pesca dalla barca libera in deriva con lenze calate nella scia di un abbondante brumeggio a base di sarde intere e tritate. Prima gli equipaggi di Pesaro e poi quelli di Rimini hanno fatto scuola in questa disciplina, sviluppandola e perfezionandola nei vari aspetti. Le numerose esperienze accumulate nel drifting ai grandi tonni ha portato alla progressiva diminuzione di potenza nelle classi di lenza adottate. Fino a pochi anni fa, buona parte degli anglers adriatici affrontavano i "giganti' con attrezzature bilanciate sulle 80 e sulle 130 libbre, oggi sono invece parecchi i cultori delle 50 lbs e non rari i sostenitori delle 30, con l'entusiasmante prospettiva di abbattere l'agognato record IGFA.